Eccoci a Tarfaya, il punto più a sud del nostro tour marocchino. In realtà il nostro programma non prevedeva questa tappa, ma poiché viaggiamo con circa una giornata di anticipo, abbiamo deciso di “sconfinare” nei territori del Sahara Occidentale. Tuttavia guai a distinguere la regione, già colonia spagnola, dal resto del paese! Dopo la Marcia Verde del 1975 con la quale il Marocco occupò questa landa desolata, ogni riferimento al passato suona decisamente sgradito e quasi provocatorio. Ci troviamo in Marocco, punto e basta.
In questa cittadina sull’Atlantico faceva scalo l’aereo di Antoine de Saint-Exupéry, l’autore de Il piccolo principe, nonché aviatore, che portava la posta da Tolosa a Dakar. Un semplice museo a poche decine di metri dal monumento che raffigura un aereo postale ricordano l’avventuroso aviatore morto nel 1944 precipitando in circostanze non chiare mentre volava tra Lione e la Corsica.
Quando non tira il vento che ammassa la sabbia sulla Nazionale 1 rendendola impraticabile, Tarfaya è immersa in una nube di goccioline d’acqua in sospensione che velano la vista dell’oceano e rendono lucide le strade come se avesse piovuto.
In compenso, a quest’ora tarda della sera, il termometro segna ancora 16° mentre in Italia c’è il gelo.
Poiché la vita notturna non è il punto forte di questa località, il gruppo trova ospitalità in un alberghetto non particolarmente invitante, mentre chi vi scrive preferisce pernottare in auto davanti all’oceano, quasi sotto al monumento in ricordo del celebre aviatore-scrittore e di quell’epoca in cui viaggiare era veramente un’avventura.
Domani comincerà la lenta risalita verso nord, con una tappa presso una zona lagunare in cui sostano e nidificano numerose specie di uccelli migratori. Abbiamo già chiesto l’autorizzazione a fermarci per la notte, non senza avere compiuto un’escursione in barca nelle placide acque tra l’Atlantico ruggente e le prime lingue sabbiose del Sahara.

Inviato da Bruno Pelligra