Mauritania Express 2015

SOTTO A CHI TOCCA!

Ancor prima della partenza, e senza averlo confessato nemmeno a noi stessi, eravamo consapevoli che quello in Mauritania sarebbe stato il nostro ultimo viaggio di gruppo: gli anni trascorrono velocemente, e anche se resta immutato lo spirito che ci ha spinto a condividere polvere e sabbia con gli amici del gruppo 2CV Caravan Petrol, non vorremmo che la nostra presenza diventasse d’impedimento a chi tante volte ci ha offerto compagnia e incondizionata fiducia.
Il dato anagrafico, insieme nostro punto di forza e elemento di vulnerabilità, ci suggerisce di cambiare marcia e di mettere a frutto il bene maggiore di cui oggi disponiamo: il tempo.

Il proposito è quello di continuare a battere le piste più accidentate guardandoci intorno con rinnovata curiosità e bevendo il tè dallo stesso bicchiere di chi vorrà aprirci la sua casa ed il suo cuore senza pregiudizi. Ma vorremmo farlo con più lentezza, dimentichi del calendario eppur consapevoli che la nostra scelta comporterà la dolorosa rinuncia ai compagni d’avventura, e che la risorsa più invidiabile di cui oggi disponiamo in abbondanza non è essa stessa inesauribile.

Ci piacerebbe anche che non venisse disperso un patrimonio di legami, esperienze e competenze accumulate nell’ultimo decennio, e quindi auspichiamo che qualcuno raccolga il testimone di una bella storia che volge alla sua naturale conclusione.
Parafrasando il titolo del più famoso manuale per giramondo in 2CV, vogliamo credere che “Ici continue l’aventure”, qui e subito, per dare un seguito all’utopia nata in quell’epoca in cui il mondo si offriva senza confini davanti a un’utilitaria che, a dispetto del suo aspetto goffo, combinava sapientemente genialità progettuale, spirito anticonformista e sete di conoscenza. Un sogno che noi, nel nostro piccolo, abbiamo cercato di alimentare rifuggendo ogni rigurgito nostalgico.
Insomma, cari amici, vi giunga il nostro invito ad allacciare le cinture e girare la chiavetta una volta di più, ma da domani… sotto a chi tocca!

Bruno e Gabriella

Mauritania express 2015 2cv

Controvento

CONTROVENTO

Quello che si è appena concluso è stato un viaggio entusiasmante e faticoso per gli uomini e per le auto, lungo migliaia di chilometri contro un vento impetuoso che imponeva medie da passeggiata domenicale. Non ci siamo risparmiati piste martoriate dalla tôle ondulée che squassava i telai e squadrava le ruote, e come nella più ricorrente iconografia africana, ci siamo tuffati nella sabbia mutevole all’istante per forma, consistenza, colore, quasi un ammaliante abbraccio al quale è difficile sottrarsi mentre il motore viene soffocato da una forza magnetica che pare scaturire dal centro della Terra. È una battaglia dall’esito scontato, in cui al perdente predestinato non restano che poche strategie di ripiego: liberare le ruote dalla morsa, posizionare sotto di esse le piastre e sollecitare la generosità dei compagni per una spinta che aiuti a riprendere velocità fino alla successiva sosta obbligata; ovviamente a condizione che anche loro non si trovino in un’analoga quanto scomoda situazione. Insomma, questo Mauritania Express è stato condito con tutti gli ingredienti più saporiti di ogni impresa africana degna di questo nome: sudore, tempeste di vento, sassi aguzzi e piste scassamacchine, ma anche musica e balli, occhi e sorrisi come diamanti su volti neri come pece, tè forte e profumato di caramello che si accompagnava al rito del mercanteggiamento… Infine è arrivata la piegatura di un telaio, rimediata con l’inventiva dei “meccanici” del gruppo e la buona volontà di uno stregone locale che disponeva solo di un cannello ad acetilene e neppure un cric per sollevare il mezzo infortunato.

Per rendere conto di com’è andato il Mauritania Express, potremmo ricorrere a un diario che esponga l’itinerario giorno dopo giorno, che ricordi i numerosi incontri, i luoghi visitati, i momenti di scoramento e quelli di gioia che si sono succeduti nel nostro faticoso incedere. Ma un’esposizione analitica non renderebbe giustizia a quel succedersi di emozioni, talvolta contrastanti, che hanno finito per sedimentarsi nella nostra memoria di viaggiatori bicilindrici e che muteranno, per tutto il tempo a venire, la percezione stessa del mondo che ci circonda. Ci limitiamo quindi ad alcune note sparse che chiunque potrà leggere nella sequenza che preferisce, smontando e riassemblandone i pezzi per configurarla a piacimento, proprio come una 2CV si adatta alle esigenze, ai gusti, alle scelte esistenziali di chi la possiede e ne fa strumento d’interpretazione del mondo.

Le auto e i partecipanti

LE AUTO E I PARTECIPANTI

I 6 equipaggi del Mauritania Express, ognuno composto da due persone, hanno viaggiato a bordo di furgonette Acadiane e berline 2CV allestite per pernottare all’interno dell’abitacolo nei campeggi e in occasione dei campi liberi. Il maggiore volume delle prime ha comportato un loro vantaggio in termini di comfort abitativo ma anche una scontata penalizzazione sui percorsi sabbiosi, dove le berline hanno potuto contare sulla leggerezza. Tuttavia il peso non è stato il solo elemento determinante della motricità, che era visibilmente influenzata dalla distribuzione del carico. Tutti i mezzi disponevano di due pneumatici di scorta, di protezioni del sottoscocca e di riserve aggiuntive di carburante in serbatoi supplementari o taniche; questa precauzione si è dimostrata provvidenziale perché nel sud del Marocco e in Mauritania le stazioni di servizio non vengono approvvigionate con regolarità. Il sistema di alimentazione era dotato di un apposito filtro, e grazie ad esso non si sono riscontrati particolari problemi nemmeno quando il rifornimento è stato effettuato travasando vetuste taniche di benzina acquistate al mercato nero. In questi casi il prezzo di vendita era più alto di quello ufficiale, mentre normalmente, in Marocco come in Mauritania, la benzina superava di poco un euro al litro. Ai territori del Sahara Occidentale va il record del prezzo più basso alla pompa, circa 0,6 euro. Il gruppo dei raiders era molto variegato per età ed esperienza, ma si è rivelato una combinazione eccellente quanto a competenze, solidarietà, disponibilità verso i compagni di viaggio e attitudine ai contatti con la gente del luogo. Anche nei momenti più difficili il sorriso non ha mai lasciato il posto a intemperanze o nervosismo, e si è dimostrato fuori dal comune lo spirito d’adattamento di chi ha dovuto fare i conti per la prima volta con servizi igienici al limite della praticabilità, docce dalla disponibilità aleatoria, pietanze sui cui ingredienti era preferibile non indagare (un chiodo rinvenuto in un’omelette può essere esemplificativo a questo proposito). Per cultura e apertura mentale tutti i partecipanti al Mauritania Express hanno saputo apprezzare la semplicità e l’accoglienza di chi mette a disposizione dell’ospite in transito quel poco di cui dispone. È stato anche un gruppo autodisciplinato oltre ogni aspettativa, pronto a mettersi in marcia ogni mattina all’ora concordata che, in qualche caso, anticipava l’alba. E tutto senza forzature o la necessità di regole militaresche.

Il trasferimento

IL TRASFERIMENTO

Per raggiungere la Mauritania e ritornare in Italia, quando tutto va bene, sono necessari oltre 4 giorni di navigazione e un interminabile trasferimento stradale lungo il Marocco, da Tangeri all’estremo sud del Sahara Occidentale e ritorno, un percorso di circa 4800 km. durante il quale le cime selvagge dell’Atlante lasciano gradualmente posto alle dune che a tratti invadono l’asfalto.
A condizione di non essere sollecitati dal calendario, sarebbe un memorabile viaggio nel viaggio anche questo, nel quale la dolce monotonia dei rettilinei e del motore in quarta marcia viene interrotta solo dall’esuberante bellezza della laguna di Dakhla, dall’incontro con qualche motociclista sulla via del Senegal e dai frequenti controlli della gendarmeria locale che con discrezione traccia il passaggio dello straniero.
Al ritorno, come in una moviola che riavvolge una pellicola già vista, si lasceranno alle spalle mandrie di quadrupedi gibbosi al pascolo, spiagge a perdita d’occhio e vecchie Mercedes fumose per ritrovare i simboli di un benessere in gran parte illusorio ma universalmente ambito: automobili sportive, edilizia fuori controllo, centri commerciali. Da Casablanca in su è già Europa.
Tra i due lunghissimi trasferimenti c’è stata la nostra Mauritania, con i chilometri più duri e entusiasmanti che ci ha riservato questo pezzo di Africa vera. Ritornati a casa il totalizzatore segnerà +7000, tutti spesi con la consapevolezza che le cicatrici sul corpo delle nostre auto valgono bene i segni indelebili che riportiamo nell’animo.

 

Controlli di Polizia

CONTROLLI DI POLIZIA

Avevamo predisposto una settantina di fascicoli con i dati identificativi degli equipaggi, una voluminosa raccolta di fiches contenenti informazioni anagrafiche, copie dei passaporti, targhe e numeri di telaio dei mezzi. Insomma tutto ciò che le pattuglie ci avrebbero richiesto per annotare, tra un sorriso e un augurio di bonne route, il nostro incedere verso il sud del mondo.
Nonostante la mole dei dossier predisposti a questo scopo, abbiamo dovuto ricorrere a fotocopie aggiuntive perché a fine viaggio i controlli sarebbero stati quasi un centinaio. Ciò potrebbe ingenerare la sensazione di una militarizzazione del territorio ma, a parte il protrarsi dei tempi di percorrenza, la cordialità della gendarmerie locale finisce più col rassicurare che creare ansia o disagio.
Purtroppo non tutti gli agenti si sono dimostrati corretti, e se è stata sgominata l’organizzazione che imponeva il pagamento di misere tangenti nei pressi della famigerata rotonda di Tan Tan (noi stessi, come molti altri, c’incappammo anni addietro), a estorcerci un obolo illegittimo sulla tangenziale di Rabat è stato un agente-canaglia che pretendeva una settantina di euro per una infrazione mai commessa. A confermare la sua cattiva fede è stato il “patteggiamento” dell’ammenda iniziale e il successivo rifiuto a rilasciare un regolare documento di quietanza. Uno sgradevole episodio che comunque non compromette l’immagine di professionalità e correttezza della stragrande maggioranza degli operatori della strada.

Barrage

 

Frontiere d'Africa

FRONTIERE D’AFRICA

Alla conclusione di un pomeriggio caldo e rossastro arriviamo alla frontiera mauritana, che aprirà il suo varco solo al mattino successivo. Ci mettiamo in coda, accettando una scansione rallentata del tempo alla quale ci stiamo gradualmente assuefacendo senza neanche un tentativo di ribellione o una velleitaria reazione di rifiuto.
Se tutto andrà come ci viene preannunciato, alle 9 del mattino successivo si alzerà la sbarra, dando il via libera alla trentina di mezzi che ci precedono, in massima parte camion dalla targa incomprensibile e malconce berline abitate da famiglie che non possono permettersi di alloggiare nel vicino e scalcinato Hotel de Frontière. Solo dopo il loro passaggio arriverà il turno nostro e dei tanti che durante la notte avranno allungato la fila.
L’euforia di avere guadagnato l’agognata meta contrasta con una realtà di degrado ambientale tipica di tanti luoghi di confine, e in modo particolare delle frontiere africane: il vento crea vortici di sabbia e solleva sacchetti di plastica che volteggiano in aria come effimere mongolfiere, chiazze di fanghiglia testimoniano il tentativo di combattere la polvere in sospensione con getti d’acqua di dubbia efficacia, mentre l’olfatto mescola gas di scarico e fumi pungenti di chi propone pecora alla brace a quella comunità estemporanea in attesa di transumare. Come sottofondo, prima di sprofondare nel sonno dentro il nostro guscio di lamiera ondulata, ci giungono voci incomprensibili e il fragore delle bottiglie di plastica schiacciate sotto le ruote di chi si guadagna un posto in coda.

 

Buongiorno Mauritania

BUONGIORNO MAURITANIA!

A contrastare il ricordo di questo girone, che sarebbe ingeneroso definire infernale solo perché lascia sperare in una pena a termine, provvedono le impeccabili divise e la cordialità delle guardie di confine che, con il sole già alto, c’indirizzano nelle interminabili formalità burocratiche: una mole d’informazioni su di noi e sulle nostre vetture che nessuno si curerà mai di spulciare ma che vengono immagazzinate in un vecchio computer e ordinatamente trascritte sulle pagine a quadretti di un librone.
Alla fine, tra uscita dal Marocco e ingresso in Mauritania, ci saranno di mezzo quasi un’intera giornata e il temuto attraversamento della Terra di Nessuno.
Buongiorno Mauritania! O, considerata l’ora tarda, sarebbe più appropriato dire buonasera?