Affacciàti al balcone

– “Ciao, dove vi trovate?”
È la voce dell’amico Marcello che al cellulare chiede ragguagli sul procedere del nostro viaggio a rilento.
– “Stiamo passeggiando sulle rive del lago di Lugano, tra cigni che si godono il sole d’autunno e giovani mamme a passeggio con i loro piccoli.”
– “Ma allora non potete perdervi il Balcone d’Italia, uno dei luoghi più panoramici della zona, a strapiombo tra il nostro territorio e quello elvetico.”
Pochi chilometri di una strada che si avvita su se stessa in una zona agro-silvo pastorale – come recita il cartello al margine della carreggiata – ed eccoci affacciati sul vuoto, con le Alpi tutt’intorno e la bandiera con la croce bianca che si può quasi raggiungere allungando il braccio.

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La scuderia dei sogni

Ritornati a valle, c’immergiamo nel traffico e nei fumi della provincia di Como per arrivare in quei luoghi dove, negli anni Cinquanta, c’era un allevamento di cavalli da corsa nel quale si allenò e divenne campione il leggendario Tornese, chiamato il Sauro Volante.
Oggi, nella stessa via che ha preso il suo nome, c’è il Museo del cavallo-giocattolo.
Nonostante l’oggetto della collezione si presti alle più sdolcinate e leziose ambientazioni, i 650 cavalli-giocattolo che sono esposti al suo interno si offrono agli occhi di grandi e piccini con una sobria eleganza che ricorda quella dei grandi luoghi dell’arte contemporanea (che poi, a ben vedere, sempre d’arte si tratta anche nel caso di questi cavallucci giunti da ogni epoca e da tutte le parti del mondo).
Di legno o di latta, a molla o con le ruote, antichi e moderni, pronti a trasformarsi in dondoli o tricicli con meccanismi semplici quanto geniali, tutti i cavalli che compongono la collezione hanno un nome che racconta la loro storia e quella di chi li ha donati al Museo.
Un ampio ambiente ospita inoltre una raccolta dei famosi giocattoli di latta Lehmann, prodotti tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, che raccontavano ai bambini del tempo le meraviglie di quegli anni, dall’automobile al dirigibile, dagli animali esotici al mondo orientale, e perfino gli strani personaggi del circo di Buffalo Bill.
Il Museo si trova a Grandate, poco lontano dal capoluogo, l’ingresso è gratuito e tutte le informazioni per raggiungerlo e visitarlo sono reperibili sul sito www.museodelcavallogiocattolo.it

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È quasi sera quando giungiamo a casa di Corrado, primo nominativo della CitroMap al quale facciamo visita e che un paio di giorni prima avevamo avvisato del nostro arrivo.
La maggior parte degli appassionati citronici lo conosce perché è l’organizzatore dell’ormai celebre Cimento autunnale, un’arrampicata che porta sulle più ardue pietraie
alpine un numero sempre crescente di indomiti guidatori bicilindrici
(N.d.T foto 1 edizione foto 2 edizione foto 3 edizione foto 4 edizione foto 5 edizione )
Noi lo conosciamo da quasi vent’anni, e la prova di questa collaudata amicizia è nell’accoglienza che ci riserva.
Sarebbero necessari alcuni giorni per prendere rapidamente visione della sua raccolta di volumi riguardanti non solamente la 2CV ma tutti i modelli e la storia della casa francese; noi dovremo accontentarci di qualche ora; ma è comunque un gran godimento, non inferiore a quello offerto dalla sua collezione di modellini in scala ferroviaria, ben esposta in una teca a fianco dei “testi sacri”.

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