Destinazione Sud

Il CitroTour riparte in direzione sud, più o meno dalla latitudine dove era arrivato nello scorso autunno.
La prima tappa è in zona Mugello, presso una coppia d’indomiti viaggiatori, gli amici Marco e Sara con i quali condividiamo, ormai da innumerevoli anni, grandi raduni e scampagnate, scorribande in terra d’Africa e gite fuori porta. Ma soprattutto un interesse, quello per la 2CV, che è un culto per le cose più autentiche della vita ancor prima che per un mezzo meccanico.
A cena si sviluppa il progetto del prossimo viaggio a cui parteciperà l’altro toscano, Stefano, che  è presente all’incontro e apporta alla discussione il suo contributo di esperienze e competenze maturate con una frequentazione relativamente recente dell’ambiente bicilindrico, ma che ha origini in una cultura del viaggio proveniente da molto lontano.
Quale sarà la meta della prossima avventura? Nell’attesa di definirne i dettagli preferiamo tenerla riservata, ma ormai è certo che a fine anno le ruote delle nostre 2CV torneranno a battere le piste d’Africa.

Marco e la sua 2cv africanaLa seconda parte del CitroTour si è appena avviata quando una telefonata ci costringe a riconsiderare il programma abbozzato prima della partenza. Un sopravvenuto impegno familiare, per quanto piacevole, mette in dubbio la conclusione del progetto. Rinviare tutto e ripartire appena possibile? No, sarebbe difficile trovare un’altra ”finestra” nelle prossime settimane. Cancellare la visita agli amici del centro-sud che cominciano a diventare significativamente numerosi nella CitroMap? Non se ne parla nemmeno!
Ed è così che, atlante stradale e calendario alla mano, decidiamo una sforbiciata dolorosa ma necessaria al nostro itinerario: proseguiremo verso sud, anche a costo di imboccare l’autostrada per rendere il nostro andare appena un po’ più “fast”, e punteremo verso la punta dell’italico stivale ma senza superare lo stretto di Messina. Confidiamo nel fatto che la Sicilia saprà attenderci senza rancore. E del resto non abbiamo alternative.

In fondo la nostra furgonetta non se la cava male sul nastro autostradale. Con l’ago del tachimetro fisso intorno ai 100 all’ora raggiungiamo abbastanza presto la periferia della capitale.
Ad attenderci c’è il romano Stefano, conosciuto da molti per la sua partecipazione alle gare di 2CV cross. È un caro amico, e se il nostro tour avesse tutti i crismi delle imprese ideate a scopi commerciali, potremmo affermare a pieno titolo che è uno dei nostri sponsor. Di sicuro “L’antica ebanisteria Tarantini” ha sostenuto fin dal primo momento il nostro lento citrovagare, e una visita al laboratorio dove si riportano a nuova vita vecchi comò e armadi d’inizio secolo, è al tempo stesso un dovere e un genuino piacere.
Ma i veri “tesori” per noi duecavallisti si trovano appena dietro il capannone dove Stefano lavora il legno. Telai e scocche di 2CV in attesa di rinascita come se fossero mobili d’antan, motori ordinatamente allineati, assali presi d’assalto dalla ruggine e dai ragni, ruote e cambi di velocità, sedili e fanali: tutto questo fa compagnia alla sua agguerrita bicilindrica in configurazione da cross e a una Acadeuche in fase di allestimento che presto lo accompagnerà sulle piste del Marocco o della Tunisia.
Alla vista di tanto ben di Dio, il laboratorio dove Stefano e il suo genitore esercitano la loro antica professione sembra quasi l’appendice di un atelier meccanico consacrato alla Duecavalli.

Il nostro viaggio a rilento nella capitale si conclude con la visita al MAXXI, il grande museo d’arte contemporanea (un’autentica isola di raccoglimento e serenità nel traffico di Roma), e con un ritrovo serale in pizzeria al quale partecipa Paolo Federici, sicuro riferimento per tutti gli appassionati citronici residenti o solo in transito nel Lazio.

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