Abbiamo lasciato il Natale alle nostre spalle senza alcun rimpianto per i riti consumistici di questa festività che non ha significato nel paese islamico in cui ci troviamo.
La serata della vigilia la trascorriamo nel bel campeggio della tranquilla cittadina di Tata, intorno a una tavola in cui ci vengono servite le tradizionali pietanze della cucina locale.
Abituati alla varietà di cibi disponibili nel nostro paese, i piatti marocchini (prevalentemente couscous e tajine) sono fin troppo prevedibili, ma è l’abilità del cuoco a fare la differenza, e ricorderemo con piacere il nostro “cenone” natalizio.
Non attenderemo neanche la mezzanotte per cercare ricovero ai rigori della notte all’interno delle nostre auto.
Buon Natale a tutti, credenti e non credenti!

Il trasferimento verso Tafroute avviene su una strada dal fondo perfetto che si sviluppa tra montagne che presumiamo di origine vulcanica per la loro superficie stratificata. Il traffico è praticamente assente, e la giornata di sole brillante ci induce a soste frequenti per godere di tutto ciò che ci circonda.
Clima meteorologico perfetto e atmosfera di gruppo rilassata, nessuna nube all’orizzonte.

Le montagne di granito rosa che circondano il villaggio di Tafroute non sono meno spettacolari dei paesaggi lasciati alle nostre spalle. Ci troviamo nella capitale della giocoleria, frequentata da giramondo che convergono in questa zona a bordo dei loro vecchi camioncini camperizzati.
Le voci che circolano in paese dicono di un rave party in programma per l’ultima notte dell’anno nel vicino Parco delle Rocce Dipinte, un fantastico sito naturale che un artista ha trasformato in un’opera di land art colorando di rosso, verde e azzurro alcuni giganteschi massi di pietra.
Sul posto stazionano furgoncini e camion che sembrano anticipare la festa di fine anno, ancora troppo lontana per noi che abbiamo molta strada da percorrere.

Decidiamo quindi di visitare le gole di Aït Mansour, sul cui fondo si sviluppa per chilometri e chilometri un rigoglioso palmeto.
Certamente non siamo noi a scoprire questo sito ma, pur costituendo un richiamo turistico di prim’ordine, non incontriamo altri visitatori ad eccezione di una famiglia polacca che viaggia in zona con un’auto a noleggio.
Picnic indimenticabile sotto le palme e rientro al campeggio lungo una pista dal fondo pessimo ma dai paesaggi indimenticabili. Lungo il percorso ci fermiamo presso le tende di una famiglia nomade per lasciare abiti, cioccolato e giocattoli.
Domani nuova tappa verso sud, non prima di avere visitato il mercato settimanale che si tiene in paese.

Inviato da Bruno Pelligra

foto e video di Barbara e Fabrizio