È trascorsa poco più di una settimana dalla conclusione del Marocambolesque, giusto il necessario per rimpinguare il frigo di casa, ripulire l’interno e l’esterno del mezzo meccanico ma, soprattutto, il tempo minimo occorrente per “metabolizzare” quest’ultima esperienza vissuta con i compagni/amici del gruppo Caravan Petrol.
Di seguito potete leggere alcune considerazioni personali che spero saranno presto integrate dai commenti di chi ha partecipato al viaggio o ci ha seguito in rete.

Il Marocco, lavori in corso

Non tengo più il conto delle volte in cui ho visitato questo paese, soprattutto da quando l’instabilità politica seguita alle cosiddette primavere arabe ha reso il Marocco uno degli ultimi luoghi sicuri per chi intende togliersi – o coltivare, secondo il punto di vista – la voglia d’Africa.
Lo sviluppo di questa nazione a due giorni di navigazione dalle nostre coste è visibile anno dopo anno: la rete stradale è in massima parte ben tenuta e in continua espansione, il parco automobilistico va rinnovandosi rapidamente (che nostalgia per le vecchie e impolverate corriere del film Marrakech Express!) e sempre più di rado accade d’imbattersi in bambini malnutriti o sommariamente vestiti.
Tuttavia non mancano le contraddizioni, e se nella rinomata Essaouira convergono imponenti flussi turistici, può accadere che nelle zone rurali della stessa provincia una quindicina di donne perda la vita nella calca conseguente alla distribuzione gratuita di beni alimentari da parte di un’organizzazione benefica. Tutto questo succedeva poche settimane prima dell’arrivo della nostra spensierata carovana bicilindrica.
Un altro effetto del relativo benessere di cui gode una parte della popolazione marocchina è l’espansione edilizia lungo la costa nord atlantica, dove si continuano a edificare case-vacanza destinate a una classe sociale emergente che per la prima volta dispone di risorse eccedenti il soddisfacimento delle necessità primarie.

Il bilancio umano

Al di là della visione ideale e un po’ retorica che vede i possessori di 2CV uniti dal medesimo stile di vita, per onestà intellettuale devo riconoscere che aspettative e motivazioni dei partecipanti a un viaggio in terra d’Africa non sempre coincidono. C’è chi non ha mai messo piede in quel continente e chi invece lo ha eletto a territorio privilegiato di scorribande, chi ricerca il confronto con una cultura diversa dalla propria e chi è infastidito dall’invadenza di un popolo abituato a vivere in strada e per il quale la dimensione “privata” è quasi sconosciuta (ma non è detto che quest’ultima sia una caratteristica negativa).
Ci sono anche coloro che hanno sognato la meta esotica da raggiungere in 2CV, considerando il mezzo meccanico il fine ultimo del viaggio piuttosto che il suo tramite.
Quando si pernotta in auto e le notti sono fredde quanto quelle dell’inverno europeo è difficile conciliare le esigenze dei componenti di un gruppo, e non è neanche facile adattarsi a modelli culturali che impongono una revisione delle proprie abitudini quotidiane come quella, per esempio, di pasteggiare consumando bevande vietatissime dalla religione locale come la birra o il vino.
È stato così che un equipaggio ha scelto di rientrare anticipatamente in Italia appellandosi a un non meglio specificato spirito nomade, una motivazione che mi risulta tuttora incomprensibile. Infatti, trovandomi in un paese straniero, il mio lato zingaresco mi suggerirebbe di trattenermi sul posto piuttosto che ritornare a casa.
Tuttavia ho sempre apprezzato il valore della diversità e del confronto, e questo viaggio non mancherà di rinsaldare vecchi rapporti e crearne di nuovi. Preferisco guardare avanti, pur se il trascorrere del tempo mi suggerirebbe di coltivare i ricordi.

Il bilancio meccanico

D’accordo, la più giovane delle nostre auto totalizza ormai trent’anni di vita, ma l’età avanzata non giustifica le problematiche che si sono manifestate nel corso di una percorrenza di poco superiore ai 4000 chilometri. Oltretutto i tratti di pista e fuoripista, se confrontati con precedenti esperienze del gruppo, sono stati piuttosto limitati.
Non intendeva essere un raid scassamacchine il nostro, ma l’elenco dei problemi in cui siamo incorsi, e che potete leggere di seguito, è piuttosto lungo.
A questo proposito il mio ringraziamento va a Benny e Fabrizio, che hanno messo a disposizione le loro competenze per rimediare agli inconvenienti che si andavano presentando, alcuni imprevedibili, altri evitabili con una preparazione dei mezzi più attenta all’affidabilità che all’estetica.
Anche la qualità scadente di alcuni ricambi ha avuto il suo peso; lo testimoniano le frequenti sostituzioni delle puntine platinate, che suggerirebbero l’adozione generalizzata di un più moderno dispositivo di accensione elettronica.
Quest’ultimo test marocchino sembra inoltre confermare che i motori da preferire sono quelli che non hanno subito modifiche radicali che spesso comportano un aumento dei consumi senza un incremento proporzionale delle prestazioni.

ELENCO INTERVENTI EFFETTUATI

Bruno e Gabriella – Mitsubishi L300 4×4
Pompa acqua parte abitativa (guasto non risolvibile sul posto)
Tettuccio apribile cabina (infiltrazioni d’acqua)

Stefano T. – 2CV
Puleggia e ventola raffreddamento (sostituite per rottura)
Scatola puntine platinate completa (sostituita per malfunzionamento)
Pneumatico (foratura, riparato)
Pneumatici (2, distacco battistrada, irreparabili)
Cappotta (sigillatura per infiltrazioni d’acqua)
Mozzo ruota post. SX (serraggio dopo allentamento)
Boccola frizione/cambio (eliminazione causa principio di grippaggio)
Serraggio carburatore (odore benzina nell’abitacolo)
Eccessivo consumo di benzina
Maniglia portiera post. DX (perdita)
Interruttore stop (sostituito per guasto)
Motorino d’avviamento (malfunzionamento)

Stefano M. – 2CV
Puntine platinate (sostituite per problemi d’accensione)
Scatola puntine platinate completa (sostituita per malfunzionamento)
Livello galleggiante carburatore (regolazione)
Estensione post. (fissaggio)
Perno fuso sx (saldatura)

Enrico e Benny – 2CV
Staffa ammortizzatore ant. (saldatura in seguito a rottura)
Fessurazione telaio (saldatura di rinforzo)
Lampadina faro (sostituita)
Registrazione valvole (per malfunzionamento motore)
Candele (sostituite per problemi d’accensione)
Foratura pneumatico (riparato)

Maurizio e Francesca – 2CV
Carburatore (aspirazione aria anomala, riparato)
Cavo candela (sostituito causa dispersione di corrente)
Foratura pneumatico (riparato)

Fabrizio e Barbara – 2CV
Foratura pneumatici (2, riparati)
Pompa benzina (sostituita causa lieve perdita)
Lampadina fanalino post. dx (sostituita)

Stefano B. – 2CV
Ventola raffreddamento (sostituita causa rottura)
Mollone dx (regolato altezza sospensione causa snervatura)
Problemi di accensione

Gabriele – Ami 8
Danneggiamento parafango post. sx (causa lieve urto)
Danneggiamento paraurti ant. (causa lieve urto)

N.B.
Per la sostituzione dei pezzi si è fatto ricorso alla scorta dei ricambi in dotazione al gruppo.

Inviato da Bruno Pelligra
(ulteriori contributi fotografici verranno pubblicati quando perverranno dai partecipanti al viaggio)