CitroMap alla prova

La prima parte del CitroTour si è conclusa, e le note che leggete vi giungono dalla nostra abitazione (quella fissa, intendiamo, e non quella semovente che è stato il nostro ricovero per quasi un mese e mezzo). E come ad accade ad ogni rientro, è arrivato il tempo dei bilanci.

Questa esperienza è servita in primo luogo a verificare l’effettiva funzionalità della rete CitroMap 2CV Aiuto Aiuto, che ha dimostrato sul campo la sua efficacia, tanto come supporto amicale per appassionati citronici in giro per il Belpaese, quanto come “pronto soccorso” per eventuali inconvenienti meccanici.
In un caso come nell’altro, e senza alcun obbligo formale da parte degli iscritti alla lista, la risposta è stata di grande solidarietà: pur non avendo potuto anticipare il nostro arrivo con un congruo preavviso, siamo stati accolti ovunque con affetto da conoscenze di antica data come da duecavallisti che fino a quel momento erano rappresentati solo da un marker sulla mappa, ma che adesso sono un punto di riferimento amicale ancor prima che una risorsa in caso di problemi.
Non possiamo citare tutti coloro che abbiamo incontrato e a cui va la nostra gratitudine: l’elenco sarebbe lunghissimo, fino a coincidere in buona parte con i nominativi della citata CitroMap 2CV Aiuto Aiuto.
Tuttavia, anche se non è stato possibile raggiungere tutti gli appassionati presenti sul territorio, vogliamo unirci a loro in un unico e grande abbraccio.

L’altra funzione della mappa è quella più strettamente utilitaristica, nel caso di difficoltà meccaniche.
Il problema in cui siamo incorsi – un guasto irreparabile al cambio della nostra furgonetta – è stato brillantemente risolto nel giro di una giornata, per la disponibilità del gruppo degli Zoccoli Duri che si è prodigato nel reperimento di un cambio revisionato e nella sua sostituzione (http://www.caravanpetrol.it/listing/16-cambio-del-cambio/).
Solo per comodità espositiva abbiamo tenuto distinto l’aspetto della CitroMap come strumento per coltivare le relazioni d’amicizia tra gli appassionati bicilindrici, da quello finalizzato alla risoluzione di eventuali problemi tecnici.
Ma è intuibile che le due funzioni sono correlate, perché la risposta a un’emergenza non può prescindere da un rapporto improntato alla solidarietà e al mutuo soccorso.

Appunti nomadi

Prima della partenza sapevamo già che non sarebbe stato un viaggio di breve durata. Godendo del privilegio di una disponibilità di tempo virtualmente illimitata, avevamo scelto di spostarci a bassa velocità, che è l’unica consentita dal nostro mezzo meccanico e, al tempo stesso, quella più connaturata a un turismo responsabile e consapevole.
Quindi nessuna “tirata” autostradale, ma un utilizzo prevalente della viabilità secondaria.
Inoltre, affinché l’esperienza non si limitasse all’aspetto puramente automobilistico, avevamo preso nota di molti luoghi d’interesse naturalistico, cittadine e musei di un’Italia che in passato avevamo trascurato rinviandone la conoscenza a “quando ci sarebbe stato più tempo”.
E, finalmente, quell’ora era arrivata…
Questi buoni propositi sono stati rispettati in massima parte, con bassi chilometraggi giornalieri ed evitando – con l’eccezione di una visita alla “nuova” Torino – i grandi agglomerati urbani che sono spesso fruibili con difficoltà dai mezzi da campeggio, a cui anche l’AK è assimilabile nelle funzioni se non nelle dimensioni.
Tuttavia c’è da aggiungere che, in molti casi, la viabilità ordinaria non ha costituito una reale alternativa alla rete autostradale:
l’attraversamento della pianura padana, e in particolare della Lombardia e del Veneto, è avvenuta in un contesto fortemente industrializzato e percorso da mezzi pesanti, nonché disseminato da limiti di velocità incongruenti e di fatto inosservabili, tanto da ingenerare il sospetto che il loro scopo sia quello di alimentare le casse delle municipalità locali piuttosto che di aumentare la sicurezza del traffico automobilistico.
Speriamo solo che il risparmio sulla fattura del Telepass non si traduca in qualche sanzione determinata da uno dei tanti totem Autovelox, autentici o fasulli, di cui sono disseminati le principali direttrici viarie del centro-nord: per noi viaggiatori a bassa velocità per scelta “filosofica”, sarebbe un’autentica beffa.

Invidiando un po’ la Francia e i suoi spartani campeggi comunali, abbiamo limitato il ricorso a strutture ricettive a pagamento a pochissimi casi (solo 8 notti su 42 trascorse fuori casa), pernottando con discrezione presso aree di sosta destinate ai camper, nel giardino di casa di amici o in qualche tranquillo parcheggio di centri minori.
Ciò è stato possibile in virtù dell’autonomia di cui gode il nostro mezzo, provvisto dei servizi essenziali (acqua e WC in primo luogo), e in nessun caso ci siamo sentiti esposti a ipotetici rischi.
Evitando i camping tradizionali, sempre più destinati a un’utenza stanziale e simili a villaggi turistici, in qualche caso ci siamo serviti di agricampeggi che dispongono di poche piazzole destinate a chi antepone l’offerta naturalistica alla presenza di un bar/ristorante o d’invasive attività d’animazione.
Con una piccola eccezione al proposito di costruire la vacanza alla giornata, eravamo intenzionati a pernottare presso un albergo della riviera romagnola che, dalle informazioni in nostro possesso, era arredato in stile pop anni Sessanta, con colori fluo e complementi di design tipici di quel periodo.
Purtroppo, abbiamo scoperto sul posto che la struttura in questione era chiusa da tempo a causa di disavventure giudiziarie e di lavori d’adeguamento che dovranno essere eseguiti per ottenerne l’agibilità.

Senza grandi pretese per l’alimentazione, e meno che mai quella di cucinare gli spaghetti sul piccolo fornello di bordo, abbiamo preparato pietanze semplici acquistando l’occorrente giorno per giorno, o ci siamo serviti di punti di ristoro e pizzerie che si trovano in ogni più piccolo centro.
Ciò ha consentito di contenere le spese in misura assimilabile a quella di un normale bilancio familiare.
CitroTour

CITROTOUR (prima parte, centro-nord)

Nell’attesa che la prossima primavera segni la ripartenza del CitroTour alla volta delle regioni meridionali del Belpaese citronico, pubblichiamo di seguito una sintesi in cifre dell’esperienza che si è appena conclusa, a dimostrazione che una vacanza “lunga” per durata e percorrenza è compatibile con un budget ragionevole, a condizione di disporre del tempo necessario (forse oggi il bene più prezioso), di un po’ di curiosità e di un’auto non veloce ma bene attrezzata.
Ah, quasi dimenticavamo la cosa più importante: è indispensabile contare su una rete di amici malati di citronite cronica.
Insomma… gente più o meno come noi!

Durata: 43 giorni (42 notti)

Distanza percorsa: km. 5.226
Consumo totale carburante: lt. 442
Consumo medio: 11,8 km/lt.
Spesa per carburante: € 714,84
Spesa per pedaggi autostradali: € 50

Pernotti: 34 liberi, 8 in strutture a pagamento (campeggi)
Spesa pernotti: € 139, 55 (media € 17,44)

Alimentazione ed extra: € 830

Considerando che non è stato tenuto conto dei biglietti d’ingresso ai musei e di altre piccole uscite per i divertimenti, il totale si aggira intorno ai 1.800 euro per due persone, un importo significativo ma contenuto in rapporto alla durata del viaggio e alla percorrenza.
Il costo dell’intervento meccanico per il guasto al cambio, dato il suo carattere di straordinarietà, è da distribuire sulla restante parte di vita della nostra furgonetta che, ci auguriamo, sarà ancora significativamente lunga.

Merci beaucoup!

Oltre ai tanti amici che ci hanno aperto le loro braccia, i loro garage e spesso la porta di casa, vogliamo ricordare chi ha sostenuto questa iniziativa consentendoci di non arrivare a mani vuote da chi ci attendeva, ma portando qualche gadget a ricordo dell’incontro: una t-shirt, un adesivo, una toppa ricamata da cucire sulla giubba preferita o sulla borsa da viaggio.
Grazie quindi all’Associazione umbra 2CV Centru de lu Munnu, a Stefano Tarantini e ad Alfredo Patierno che hanno offerto il loro contributo in maniera disinteressata, e grazie ancora a chi, con competenza e passione, ha pubblicato in rete le corrispondenze che gli arrivavano dal nostro tablet e, per modestia, preferisce non essere citato.
A tutti costoro… merci beaucoup!

T-shirt

Il futuro di caravanpetrol.it

Riattivato per la pubblicazione della cronaca spicciola del CitroTour, la veste grafica del sito caravanpetrol.it è definita in gran parte dal suo utilizzo come diario di bordo, ma ci proponiamo di farne un contenitore di racconti legati prevalentemente al viaggio in 2CV ma aperto ad altre esperienze ispirate agli stessi valori di riferimento.
Quindi v’invitiamo a inviarci eventuali impressioni, proposte e contributi all’indirizzo bruno.pelligra@gmail.com, senza dimenticare di visitare queste pagine di tanto in tanto.