Vacanze toscane

Decidiamo di raggiungere la Toscana senza percorrere il tratto ligure della trafficatissima via Aurelia, già sperimentato qualche settimana fa per recarci a Genova. L’alternativa non può che essere l’autostrada, anch’essa tortuosa e, per di più, battuta da una pioggia incessante che ci accompagna fino a La Spezia, dove in serata ci attende Sergio.
Davanti a un piatto di farinata ligure, ricordiamo insieme le esperienze radunistiche vissute ormai una ventina d’anni fa, quando era praticamente impossibile chiudere occhio prima dell’alba a causa del clima… allegro che caratterizzava gli incontri dell’epoca.
Oggi le cose sono un po’ cambiate, e nel nostro ambiente motoristico sta prendendo piede l’approccio di chi vede nella 2CV poco più che un’auto d’epoca con le tematiche a ciò collegate: la conformità (conformismo?) al modello originale, la certificazione da parte di organismi più o meno blasonati, l’utilizzo prevalente in occasione di manifestazioni, cerimonie, ecc. ecc.
Ad alcuni può dispiacere un po’, ma bisogna prenderne atto, perché in fondo c’è spazio per tutti in questo variegato universo motoristico.
Poiché non amiamo le istantanee a tavola, magari con il cibo in bocca e qualche bizzarra smorfia sul viso, dell’incontro con Sergio non ci resta che una foto scattata in una buia strada spezzina.

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Come ogni oggetto di culto, anche l’italica Vespa è stata al centro delle più svariate interpretazioni da parte di artisti più o meno noti, e al pari di ogni mezzo utilitario è stato utilizzato per viaggi estremi e al di là degli impieghi per cui era stato ideato. A ricordare la storia e le imprese di un oggetto popolare in tutto il mondo almeno quanto la nostra 2CV, c’è il Museo Piaggio di Pontedera, allestito in uno dei capannoni dove veniva assemblato il mitico scooter che motorizzò l’Italia del dopoguerra.
All’ingresso della struttura un’arcigna motrice ferroviaria e un etereo aeroplano d’alluminio accolgono i visitatori per ricordare le origini dell’impresa industriale che avrebbe rivoluzionato la maniera di spostarsi su due ruote, mentre, appena varcata la soglia, si trovano bene allineate le storiche Vespe con le quali Bettinelli girò il mondo intero. Ma la cosa che ci compiace di più è riconoscere accanto ad esse lo scooter con il quale l’amico Filippo Logli, che il mese scorso ha condiviso con noi l’esperienza di Immagimondo, ha raggiunto Capo Nord percorrendo quasi 10.000 km. in poco più di un mese.
Negli spazi del museo, allestito con grande rispetto per l’origine industriale del luogo, si trovano testimonianze degli impieghi multiformi di cui la Vespa e gli altri mezzi di produzione Piaggio sono stati oggetto, da quello sportivo a quello commerciale (come nel caso del motofurgone Ape), senza tralasciare il tentativo di un’economica microvettura a quattro ruote e le varie personalizzazioni ad opera di noti artisti come Ugo Nespolo, Germana Triani, e perfino Salvador Dalì che decorò lo scooter di una coppia di studenti che, nel loro lungo viaggio da Madrid ad Atene, erano passati a salutarlo.
L’ultima sorpresa che ci riserva il Museo Piaggio è l’incontro con l’amico Filippo, reduce da una presentazione del suo libro “In Vespa a Capo Nord” la cui lettura consigliamo a tutti i viaggiatori, a prescindere dal mezzo che prediligono.

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Passione in salsa francese

Lasciata Pontedera non dobbiamo percorrere molta strada per raggiungere un altro luogo che, se non può essere considerato un museo, rappresenta comunque una testimonianza di grande passione per le nostre auto: è il laboratorio-officina di Marcello a Rosignano Solvay.
I proprietari di Mehari lo conoscono bene per la sua competenza nella riparazione delle carrozzerie in materia plastica, frutto di una lunga esperienza professionale nelle industrie chimiche della zona; ma l’oggetto del suo lavoro non è solamente il guscio della “ognistrada” francese su base 2CV, bensì tutte le componenti strutturali e meccaniche di qualsivoglia vettura da essa derivata. Tagliare e cucire scocche e telai, smembrare e riassemblare motori, riparare e apportare modifiche a qualsiasi oggetto semovente che ricordi una bicilindrica francese è per Marcello un autentico divertimento.
Lui ci accoglie con l’ospitalità che ben conosciamo, tra una Mehari 4×4 che tornerà presto in piena efficienza, e un’Acadiane da ripristinare per conto di un artigiano della zona che se ne servirà, con un vezzo un po’ romantico, per le consegne dei suoi lavori.
Vecchie insegne e targhe da rally, motori e cambi di velocità, pneumatici dell’omino gonfiabile e una furgonetta in assetto da raid, si mescolano sotto i nostri occhi in una ricetta che non può non ingolosire qualsiasi appassionato di automobili d’oltralpe. Bon appetit!

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