Vietata la sosta ai nomadi (e ai piccoli camper)

La giornata non inizia nel migliore dei modi.
Arrivati a Ivrea al calar del buio, avevamo individuato un’area di sosta per camper sulle rive della Dora Baltea, eleggendola a base per la notte ormai imminente. Sul posto solo un paio di motorhome stranieri e un vecchio furgone abitato da una coppia di inglesi.

Al mattino successivo, dopo un sonno accompagnato dall’incessante turbinio delle acque, si avvicina un anziano signore che, qualificandosi come responsabile dell’area, afferma perentoriamente che dobbiamo lasciare quel luogo perché è riservato ai camper, mentre per i mezzi “come il nostro” (???) ci sono tanti altri posti dove andare.
Gli facciamo notare che il ricovero motorizzato che utilizziamo per le vacanze, dimensioni a parte, non differisce granché dagli altri veicoli presenti nell’area, e che al pari di essi è dotato di serbatoi di recupero delle acque reflue e non lascia tracce del suo passaggio.
La discussione comincia a farsi sgradevole, quando ci raggiunge Pierangelo che, qualificandosi come nostro amico nonché cittadino eporediese (così si chiamano gli abitanti d’Ivrea), ammorbidisce subito l’atteggiamento del sorvegliante. Anzi, gli spiega che siamo impegnati in un giro d’Italia che ha lo scopo di creare e consolidare i rapporti tra gli appassionati di un’auto mitica come la 2CV.
È a quel punto che la coppia svizzera vicina di… camper, incuriosita dalla discussione, si avvicina dichiarando il possesso di una Dyane, pur in tempi ormai lontani.
A noi non resta che mostrare l’interno dell’AK per far comprendere che sì in qualche modo eravamo nomadi, ma non di quella specie sgradita a chi aveva apposto il divieto d’ingresso.
È sufficiente questa mossa perché avvenga un’immediata conciliazione e l’anziano custode ci dia infine il benvenuto, regalandoci un coltellino multifunzione offerto dalla locale associazione di campeggiatori.

Abbiamo conosciuto Pierangelo a bordo della Renault 4 che possedeva prima che la inviasse in Senegal presso alcuni parenti affinché rendesse i suoi servigi ancora a lungo.
I ricordi più lontani che conserviamo della nostra amicizia ultradecennale sono legati a quell’auto e all’altro suo grande interesse, quello per il cinema.
Dopo qualche tempo, con un’evoluzione quasi scontata, nella sua vita è entrata in scena una bellissima Charleston, così come alla pellicola cinematografica è succeduta l’immagine digitale. Sono mutati gli strumenti, ma la sensibilità e la passione restano quelle di sempre.
L’ospitalità dell’amico Pierangelo e della sua compagna è tanto sincera e affettuosa che lasciando la loro casa, non senza la rituale foto ricordo, ci sentiamo privilegiati nel godere di tanta amicizia e, se permettete, di un’auto così fuori dal comune.

10-01

Sulle tracce della 2CV gialla

Di Alberto, duecavallista valdostano e unico rappresentante della CitroMap nella sua regione, conosciamo solo l’indirizzo e nient’altro: né l’età, né il numero telefonico, e neanche l’email. Per dirla tutta, ignoriamo perfino il suo cognome, ma decidiamo ugualmente di dirigerci verso la Valle d’Aosta sulle tracce di una 2CV gialla del 1986 che, insieme alla residenza, è l’unico elemento di cui disponiamo per rintracciarlo.
Impostiamo quindi la destinazione sul navigatore, confidando nella sua disponibilità a incontrarci se lo avessimo trovato.
La fiducia in noi stessi e nella buona sorte viene premiata: giunti all’obiettivo, scorgiamo in una traversa la sagoma familiare di una Spécial giallo brillante. Ci siamo, è sicuramente la 2CV di Alberto!
In un sabato pomeriggio nel quale di solito si è più propensi a dedicarsi agli affari propri che a intrattenersi con degli sconosciuti, non resta che individuare fra i tanti il campanello da suonare; ma ormai siamo sul posto, e poi non è così certo che qualcuno ci risponderà.
Premiamo il pulsante in corrispondenza dell’unico cognome preceduto dalla lettera A con il punto di abbreviazione (A come Alberto supponiamo, ma potrebbe anche significare Armando o Antonio).
Una breve attesa e ci troviamo a spiegare che siamo alla ricerca del proprietario della 2CV gialla, perché condividiamo con lui una passione per lo stesso modello di automobile.
“La 2 CV è mia – gracchia il citofono – scendo subito!”
Stentiamo a credere a tanta fortuna, e meno ancora ai nostri occhi vedendolo arrivare. È un viso che ci pare di conoscere…
“Ma sì che ci siamo già visti – ci conferma – mi ricordo di avervi conosciuto al mio primo raduno! Ero neo-patentato, e da allora sono passati nove anni!”

Tutto il resto lo lasciamo alla vostra immaginazione.

10-02